LA TRAGEDIA DE SÉ IN ESILIO
E LA DOTTRINA DELLA RINASCITA
Per qualunque uomo o donna che abbia il dono, o la
sventura, di possedere una mente avida di sapere, è
della più grande importanza ottenere tutte le
informazioni che desidera, affinché, quando le esigenze
dell'intelletto sono soddisfatte, il cuore possa parlare
(Max Heindel).
La costituzione
dell'Universo
Gli insegnamenti della Sapienza antica considerano l'uomo, e
il mondo che lo circonda, con una visuale molto più ampia di quella che
comunemente ci propongono i nostri cinque sensi. L'universo viene infatti visto
come suddivisi i sette grandi piani, e ognuno di questi è composto da una
materia che partendo dal settimo piano, dove esiste quella grossolana del mondo
che conosciamo, diventa ad ogni piano sempre più sottile, per arrivare al primo
piano dove è talmente sottile che perde le caratteristiche di materia per
assumere quelle di spirito. Il primo piano viene infatti definito il "Piano di
Dio".
Va precisato che quando parliamo di piani di materia non
intendiamo dei piani sovrapposti, come fossero quelli di una casa, ma piani
costituiti di materia dalla più grossolana (7° piano) alla più sottile (1°
piano). Pertanto essi non sono uno sopra l'altro, ma uno nell'altro. Per capirlo
bene si pensi ad una grande cassa dove sono state messe angurie, palloni da
football, palle da tennis, delle mele, delle ciliege, della sabbia e dell'acqua.
Con quest'esempio possiamo comprendere come tutto queste cose possano convivere
intimamente pur appartenendo a strutture alquanto diverse.
L'evoluzione della coscienza
Abbiamo detto in precedenza che il nostro universo viene
considerato come costituito di sette piani di materia. Nel primo troviamo una
materia tanto sottile da aver perso le caratteristiche della materia, e viene
infatti chiamato il "piano di Dio". Al di sotto di esso, troviamo altri sei
piani in cui lo spirito si condensa sempre di più diventando la materia fisica
che noi conosciamo nel settimo piano.
Dal primo piano, un vero mare spirituale, si sono staccate un
tempo molto tempo fa delle scintille della divinità che hanno deciso di fare un
percorso per acquistare l'auto-consapevolezza o coscienza di sé. Per poter
capire questo fenomeno paragoniamo lo spirito ad un grande mare di acqua. In
detto mare vi sono miliardi di gocce; ma queste gocce non hanno una
individualità propria; esse vivono una insieme alle altre e non hanno
assolutamente la coscienza di essere delle gocce sé stante, con un profilo e una
storia personale.
Supponiamo ora che alcune di esse si stacchino dal mare e,
trasformate in vapore, vadano su nel cielo dove saranno trasportate dal vento
fintanto che troveranno delle zone fredde e si trasformeranno di nuovo in acqua
che pioverà sulla terra. Tutte queste gocce che cadono sulla terra inizieranno
un loro percorso di vita: ci sarà la goccia che cade su un tetto e scivola in
una grondaia, ce ne sarà un'altra che disseta una pianta in un bosco ed un'altra
ancora che andrà a bagnare la sabbia di una riva del mare.
Ognuna di esse seguirà un suo percorso, che alla fine la
porterà a ritornare nel mare. Dopo questa riunione il mare diventerà più ricco
di esperienze, perché in lui saranno confluite tutte le esperienze portate dalle
gocce, e nello stesso tempo ogni goccia, pur essendo tornata nel mare, potrà
essere cosciente di se stessa, perché vivendo una vita separata ed incontrando
ostacoli e difficoltà nel suo percorso, avrà scoperto che esiste un sé ed un
mondo al di fuori del sé. Questa scoperta è alla base di ciò che viene chiamata
"auto-consapevolezza".
In modo simile la coscienza della scintilla divina, è scesa
giù fino a tuffarsi nella materia solida del settimo piano, per poter sviluppare
quella che viene definita la "coscienza del sé", in altre parole per poter dire
"io sono" mentre tutto ciò che mi circonda è qualcosa d'altro.
Ora in questa discesa dal mondo della spirito, giù giù fino
al corpo fisico, lo spirito dell'uomo rimane immutato, ma cambia il modo in cui
sperimenta la vita. Per dare un'idea ritorniamo all'esempio della goccia
d'acqua: quando è nella condizione di vapore essa sperimenta una condizione di
completa libertà, perché il vapore può andare dappertutto e volare nell'aria.
Nella condizione di acqua liquida avrà già meno libertà, è pur vero che l'acqua
può scorrere, ma non ha la libertà che aveva nella condizione di vapore. E potrà
usufruire di una libertà ancora minore nella condizione di ghiaccio, perché esso
è relegato ad una forma statica che non può muoversi nello spazio.
La costituzione dell'uomo
Viviamo nel corpo con uno scopo,
imparare, accumulare conoscenza. Ancora più importante è
imparare ad amare. Una coscienza senza corpo è in
qualche modo bella, ma è anche vaga, fatica a cogliere
alcune cose. Un corpo fisico offre un punto di appoggio,
una piattaforma stabile dalla quale l'essenza può
iniziare il percorso di conoscenza ed espandersi
facilmente. Lo stato in cui ci troviamo quando diciamo
"ora va tutto bene" è il medesimo del Sé e del traguardo
che dobbiamo raggiungere nella nostra esistenza
(Charles T. Tart).
L'uomo è un essere composito e non ha solo il corpo fisico
che noi conosciamo (l'unico che i nostri sensi permettono di apprezzare), ma
altri corpi più sottili distribuiti sui vari piani di cui abbiamo appena
parlato. Nel suo lungo viaggio alla ricerca dell'auto-consapevolezza, la
scintilla divina o spirito dell'uomo, innanzitutto parte dalla sua dimora nel
mondo della divinità e scende nei tre piani subito sotto a quello divino (2°,
3°, 4°) dove si crea un involucro, di materia invisibile assai sottile, che ha
la forma di un ovoide di luce dorata, chiamato Augoide o Corpo causale.
In questo corpo risiede il Sé superiore, detto anche Sé
primigenio, Sé spirituale o Essenza, che serba la memoria di tutte le
esperienze che l'uomo ha fatto dal momento che ha iniziato il suo lungo viaggio.
È dal Sé superiore che giungono all'uomo la "voce della coscienza", le varie
ispirazioni creative e tutto ciò che lo porta a comportarsi bene ed a camminare
nella luce.
Nei tre piano sottostanti (5°, 6°, 7°), lo spirito dell'uomo
si crea altri strumenti di lavoro, e precisamente:
- nel 5° piano, si crea il Corpo mentale con cui
può sperimentare il mondo del pensiero. Va precisato che gli animali, le piante
ed i minerali ne sono privi. Ogni volta che l'uomo pensa a qualcosa, ne crea una
immagine nel suo corpo mentale. Questa immagine sarà formata di materia mentale
e, se in quel momento l'uomo in oggetto sta provando anche un'emozione, in detta
immagine entrerà pure una parte di materia astrale. Il nome tecnico di questa
immagine è forma pensiero.
- nel 6° piano, si crea il Corpo astrale, con cui
può sperimentare sensazioni, desideri ed emozioni come piacere e dolore, gioia e
disperazione, attrazione e repulsione. Ne sono dotati uomini e animali, mentre
ne sono privi piante e minerali. Non essendo sottoposto alle stesse limitazioni
a cui è sottoposta la materia fisica può proiettarsi nello spazio a grandissima
distanza con impensabile velocità.
Va sottolineato che un chiaroveggente, ovvero una persona che
ha una vista particolare, guardando il corpo astrale di una persona può rendersi
conto del tipo di emozione che essa sta provando in un dato momento. Ad esempio,
la rabbia tinge il corpo astrale di rosso, la paura lo fa diventare grigio, e
così via per tutte le altre emozione e le loro sfumature.
- nel 7° piano si crea il Corpo fisico, con cui avrà modo
di contattare il mondo della realtà materiale che tutti conosciamo. Il Corpo
fisico, è circondato e compenetrato da una sostanza energia che gli da' vita e
ne mantiene la forma, questa sostanza-energia prende il nome di Corpo eterico
o Doppio eterico. A titolo di curiosità diremo che i Meridiani su cui
agisce l'Agopuntura, la Pranoterapia e le diluizioni omeopatiche agiscono
proprio a livello del Doppio eterico.
I corpi fisico, astrale e mentale, durano per una sola vita.
Essi rappresentano gli strumenti con cui lo Spirito dell'uomo lavora nel mondo,
in altre parole sono i "vestiti" con cui si presenta agli altri nella sua vita
quotidiana. Siccome questi "vestiti" sono quelli con cui lo si può vedere sulla
sua scena del mondo, vengono chiamati "personalità"; termine che deriva
dal greco e si riferisce alla maschera indossata dagli attori quando recitavano.
Questo è un nome molto appropriato perché, in effetti, nella personalità di una
persona noi non vediamo la sua vera natura, vediamo i "vestiti" che il so
spirito ha indossato per vivere la sua vita nel mondo materiale.
Nella La Dottrina Segreta di H.P. Blavatsky troviamo
un cenno sul rapporto fra Spirito, Anima (Sé superiore) e Corpo. "Noi
consideriamo la Vita come Unica forma di esistenza, che si manifesta in ciò che
chiamiamo materia e in ciò che, erroneamente separandoli, chiamiamo Spirito,
Anima e Corpo dell'uomo. Il Corpo è il veicolo per la manifestazione dell'Anima
su questo piano di esistenza e l'Anima è, a livello superiore, il veicolo per la
manifestazione dello Spirito; tutti e tre formano una Trinità sintetizzata dalla
Vita, che li pervade".
L'uomo vero, ovvero il Sé superiore, pur essendo localizzato
nel Corpo causale, riceve dalla personalità le informazioni che lo aiutano a
crescere in auto-consapevolezza, perché parte della Sua coscienza,
focalizzandosi nel corpo fisico, si ritrova limitata e si rende conto che oltre
a se stessa (il sé) esiste un mondo di cose, che chiaramente vengono considerate
come "non sé". In effetti sono proprio le limitazioni, che l'uomo incontra
vivendo in un corpo fisico, che lo aiutano a comprendere che all'infuori di se
stesso (il sé) vi è qualcosa che non può considerare come facenti parte di se
stesso (il non sé).
La tragedia del Sé in esilio
e la rinascita
Tu non sei un essere umano che sta vivendo un'esperienza spirituale.
Tu sei un essere spirituale che sta vivendo un esperienza umana
(Wayne W. Dyer).
Per poter conseguire la coscienza del "sé" e del "non sé" il
nostro Sé superiore, rinchiude una parte della sua coscienza nei tre corpi
inferiori (mentale, astrale e fisico). Durante questo processo parte della sua
coscienza si identifica con questi corpi stessi ed inizia a vivere come una
unità di coscienza a sé stante. Allora incomincia la grande tragedia del Sé
superiore in esilio: Dimentico del proprio retaggio divino e degradata per la
sua incosciente sottomissione a quei corpi che dovrebbero essere suoi strumenti
volonterosi. Queste parte di coscienza separata dal Sé superiore prende il nome
di "personalità". Appare evidente come la personalità, limitata com'è, non può
più condividere la coscienza universale del Sé superiore.
Affinché il nostro Sé superiore possa imparare tante cose e
sviluppare le sue latenti potenzialità, non è sufficiente una sola vita, ne sono
necessarie parecchie. Alla fine di ogni vita nel pian fisico la personalità
riversa nel Corpo causale tutte le esperienze fatte, queste, una volta
integrate, accrescono il bagaglio del Sé superiore e lo mettono in condizione di
preparare la nascita di una nuova personalità, più evoluta della precedente: da
qui la dottrina della Rinascita. Quando il Sé superiore avrà imparato
tutto ciò che si era prefissato di imparare, non avrà più la necessità di
tuffarsi nel mondo della materia, e continuerà a vivere nei mondi sottili
utilizzando i suoi corpi astrale e mentale. Chi ha raggiunto questa condizione
viene considerato un Maestro e può aiutare l'umanità pur essendo invisibile.
Per riassumere possiamo dire che l'uomo vive nello stesso
tempo in due dimensioni: una dimensione spirituale nel suo Corpo causale
racchiuso in un bellissimo Augoide dorato, e una dimensione umana, nei suoi
corpi mentale, fisico e astrale, ovvero nella personalità.