LA LOGOSINTESItm

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I 4 ASSIOMI FONDAMENTALI

Oggi le vie di accesso alla dimensione spirituale e animica corrono il pericolo di essere impedite dalla prospettiva materialista. Questo è anche il caso della moderna psichiatria e psicoterapia accademica.
Ma se entrambi gli accessi non vengono utilizzati l'uomo avvizzisce e finisce con il mettere in discussione se stesso. Allora, trasformato in un oggetto analizzabile e ridotto alla funzione di "portatore di dati", perde anche ciò che in fondo lo rende uomo
(Daniel Hell).

Sommario

PRIMO ASSIOMA FONDAMENTALE

SECONDO ASSIOMA FONDAMENTALE

TERZO ASSIOMA FONDAMENTALE

QUARTO ASSIOMA FONDAMENTALE

Bibliografia



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La Logosintesi si basa su quattro principi, tesi o assiomi, che si possono considerare come un punto di partenza per la comprensione del mondo e rappresentano la chiave dell'efficacia del suo metodo per quanto concerne sviluppo e cambiamento. I quattro assiomi abbracciano l'Essenza dell'uomo, la natura della sua sofferenza e le condizioni per alleviare questo dolore. Il loro numero è ridotto al minimo possibile, e proprio in questo sta la loro forza e il loro fascino. Con la loro combinazione possiamo individuare i nostri obiettivi, e trovare la soluzione per rimuovere i blocchi che troviamo nel raggiungerli.

I quattro assiomi possono essere brevemente riassunti come segue:

1. La nostra vera Essenza (il Sé superiore) non soffre: il dolore nasce quando non si ha consapevolezza di essere creature spirituali che stanno facendo un'esperienza materiale e di quale compito dobbiamo svolgere in questa nostra vita terrena.

2. Il compito e lo scopo che un individuo dovrebbe raggiungere nella vita sono letteralmente oscurati da due processi interiori che creano:

  • dissociazione, ovvero la separazione di un parte della coscienza che diventa estranea alla coscienza globale.
  • introiezione, ovvero la memorizzazione di un brutto episodio della nostra vita che comprende noi stessi come personaggio principale e gli oggetti e/o animali e/o persone presenti nel momento in cui è avvenuto.

3. La dissociazione e l'introiezione sono delle vere e proprie strutture di energia "congelata" nello spazio tridimensionale. Non sono dei concetti astratti, ma delle strutture fisiche, anche se la nostra vista normale non è in grado di vederle.

4. Il potere della parola parlata, è in grado di dissolvere queste strutture; liberare l'energia vitale che in esse era congelata e metterla a disposizione dell'individuo per aiutarlo a vivere pienamente.

Questi quattro assiomi provvedono una cornice, concettualmente coerente, che permette l'applicazione della Logosintesi nel campo dei cambiamenti che migliorano la vita e dello sviluppo spirituale. La Logosintesi permette infatti di riconoscere e sistematicamente risolvere la parti "congelate" dei ricordi del nostro passato. Essa apre perciò le porte al successo e alla realizzazione, aiutando gli individui a trovare il loro vero percorso nella vita.


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PRIMO ASSIOMA FONDAMENTALE up.jpg

Alla fine possiamo scegliere di credere che siamo creature localizzate, isolate e confinate al tempo e al corpo, separate da tutti gli esseri umani; oppure possiamo scegliere di aprire gli occhi alla nostra natura immortale, onnipresente, e alla Mente Una di cui tutti facciamo parte. Se scegliamo la prima opzione nessuno ci salverà. Se, invece, scegliamo di risvegliarci al nostro Sé divino, ci affacceremo ad un'alba nuova (Larry Dossey, "Alla ricerca dell'anima").

La nostra vera Essenza (il Sé superiore) non soffre: il dolore nasce quando si è persa la consapevolezza di essere l'Essenza e quale dovrebbe essere il nostro compito nella vita.

Dal punto di vista della Logosintesi noi siamo più di un corpo fisico che si sforza di sopravvivere su questa terra e di tramandare i propri geni: siamo una scintilla divina che cerca coscientemente di raggiungere il proprio scopo nella vita, con sforzi di diversa natura.

Vi sono vari modi per avvicinarci al nostro Sé superiore, la nostra Essenza. Ci sono le classiche vie d'accesso come la meditazione, la mistica e la contemplazione, ma non sono le uniche. Anche i sogni, l'arte, la cultura, il lavoro, la danza, lo sport o anche la psicoterapia possono aprire una finestra o una porta che ci rende consapevoli della nostra realtà spirituale.

I primi anni

Il nostro sviluppo, specialmente durante l'infanzia, determina quanta energia viene bloccata e quanto a lungo si conserverà la consapevolezza della nostro Sé superiore. Il neonato si trova infatti a fronteggiare un mondo pieno di immagini, rumori e sensazioni che talvolta creano in lui ansia e paura.

Se i genitori sono comprensivi ed amorevoli lo aiuteranno a comprendere ciò che la vita gli propone, ogni esperienza verrà catalogata come positiva e nei "filmini-ricordo" di tale esperienza l'energia rimarrà libera. Questo gli permette di mantenere il contatto con le proprietà essenziali del suo Sé superiore.

Purtroppo, però, anche i migliori genitori sono talvolta combattuti tra le loro necessità, i bisogni del bambino e le costrizioni economiche e ambientali. Questo comporta che il bambino non abbia il supporto necessario per affrontare le varie difficoltà, non riesca più a comprendere ciò che gli accade ed in lui nasce la sofferenza. Inizialmente il bambino prova ad assolvere alle proprie necessità con i mezzi che ha a disposizione, ma riesce solo a piangere, e se ciò non dà nessun effetto, piange ancora più forte. Se i genitori non accorrono ciò porta presto alla passività e alla rassegnazione.

Ogni esperienza dolorosa verrà catalogata come negativa e nei "filmini-ricordo" di tale esperienza l'energia diventerà bloccata. Questo, purtroppo, fa in modo che il bimbo perda la consapevolezza della sua vera Essenza e del compito a cui era destinato in questa vita. Il suo intero mondo si riduce alle esperienze fisiche e psichiche con le relative reazioni da esse suscitate.

Come perdiamo la consapevolezza della nostra vera natura

Tendiamo ad accettare il mondo così com'è, come lo vediamo, e accettiamo ingenuamente che gli uomini siano così come ce li immaginiamo.
In questo modo ciascuno si costruisce una serie di relazioni immaginarie che si fondano essenzialmente sulla proiezione
(C.G. Jung).

Alla nascita tutte le qualità del Sé superiore sono ancora presenti, pertanto i bambini conoscono se stessi come onnipotenti, invulnerabili e immortali. In essi la consapevolezza di essere creature spirituali non è ancora diluita o disturbata dai bisogni fisici o dalle limitatezze della mente.

In seguito, il neonato, nell'ambiente poco familiare in cui viene a trovarsi, è costretto a imparare molto velocemente quali sono i confini in cui può esercitare la sua influenza. Le possibilità del suo corpo, all'inizio, sono infatti assai limitate. Durante il suo sviluppo egli imparerà a muoversi nello spazio e ad ottenere un maggior potere sull'ambiente circostante. La sua mente, nel contempo si sviluppa aiutandolo a percepire il mondo esterno con l'aiuto dei 5 sensi: in questo modo egli acquista la consapevolezza del "sé" e del "non sé".

Purtroppo il Sé superiore non parla la stessa lingua (non è in grado di comprendere) le varie cose (oggetti o persone) che il bimbo incontra nella sua vita terrena. Mentre alla nascita l'individuo porta con sé la coscienza dei mondi superiori, ed è consapevole delle intenzioni creative che lo hanno portato a nascere su questo pianeta, nel tempo le perde. Per la Logosintesi questa perdita di consapevolezza è la ragione primaria della sofferenza nel mondo.

La sofferenza: mancanza di armonia con gli scopi del Sé superiore

Nel buddismo si dice che tutte le sofferenze derivano dall'ignoranza. Se ignoriamo chi siamo, quali sono le nostre reali esigenze, e ignoriamo di ignorare, vaghiamo nella vita a caso, e ci capiteranno cose a caso anche nella nostra salute.

Il Sé superiore, vivendo nel suo Corpo causale, non soffre di alcuna limitazione o sofferenza, ma per poter sviluppare le sue latenti potenzialità focalizza parte della sua coscienza nel mondo della materia, dove necessariamente incontra delle limitazioni in ogni istante della sua vita, e spesso le limitazioni significano sofferenza.

Se noi osserviamo il comportamento di un bambino nella sua famiglia, oppure quello di un dipendente nel corso del suo lavoro, noteremo che quando questo comportamento è allineato con la volontà dei superiori (i genitori nella famiglia o il padrone dell'ambiente di lavoro), l'individuo può continuare la sua vita in pace senza che sopraggiunga alcun problema. Se dovesse accadere che il bambino non facesse come prescritto dai genitori o il dipendente non si comportasse come desiderato dal suo datore di lavoro, nasceranno senz'altro dei disaccordi che renderanno difficile la vita all'individuo in questione.

Se utilizziamo questo esempio, riportandolo nella vita della personalità nei confronti del Sé superiore, appare chiaro che quando essa è allineata con i Suoi scopi potremo godere buona salute, pace e serenità. Ma quando la personalità segue delle direttive diverse, ed il suo agire si discosta da quanto previsto dal Sé superiore, si vengono a creare degli squilibri energetici che prima o poi si manifesteranno come turbe mentali, disfunzioni o malattie.

Possiamo perciò dire che la sofferenza nasce quando perdiamo il contatto con il nostro Sé superiore, ed è proprio tale perdita che non ci permette di perseguire lo scopo per cui Egli ha deciso di tuffarsi nella materia ed i traguardi che si era proposto di raggiungere.

Se potessimo ancora avere la coscienza della nostra vera natura e della nostra origina divina, di certo affronteremo, in modo più consapevole e meno drammatico, tutte le problematiche che la vita ci propone.

Si può contattare il Sé superiore?

Da: Psicosintesi, di Roberto Assagioli.

Non si può, salvo condizioni speciali, sentire ad un tempo il transitorio e il permanente, il mutevole e il fisso, l'apparente e il reale. Ma se si riesce ad arrestare per qualche istante la "corrente mentale", a tenere il campo della coscienza libero dagli stati d'animo che di solito la occupano, si può giungere ad avere una certa coscienza del Sé superiore. Una esperienza non facile, che richiede particolari condizioni.

Continuamente sensazioni interne ed esterne invadono il campo della coscienza, continuamente sorgono in noi sentimenti, emozioni, pensieri, ed è arduo respingerli, distogliere da essi l'attenzione e rivolgerla e tenerla fissa sul Sé superiore. Per poterlo fare occorrono pazienti esercizi di raccoglimento e di meditazione; oppure condizioni psichiche straordinarie in cui si produca la sospensione dell'attività mentale consueta. Ciò spiega come la maggior parte delle persone non abbia mai avuto occasione di acquistar coscienza del Sé superiore, e che quindi tenda a dubitare della sua esistenza e anche a negarlo.

Ma tutti coloro che per circostanze speciali, o in seguito ai loro sforzi, hanno raggiunto quella coscienza superiore, hanno una profonda incrollabile sicurezza dell'esistenza del loro Sé superiore.

Il Sé come esperienza vissuta

La consapevolezza dell'Essenza, il vero Sé, non va mai veramente perduta. Solo il Sé è in grado di dare un senso alla nostra vita terrena. Quando si arriva contattarlo i bisogni del corpo e le aspirazioni della psiche perdono ogni importanza e ciò permette un profondo equilibrio persino in un ambiente ostile.

 

FIN QUANDO...

  • FIN QUANDO l'individuo permette alla propria mente di trattenere pensieri
  • di odio - di condanna
  • di invidia - di gelosia
  • di critica - di paura
  • di dubbio - di sospetto.
  • E permette a questi pensieri di generare irritazione dentro di lui, otterrà come risultato certo:
  • disordine e infelicità nella sua vita,
  • delusione nei suoi sogni,
  • disastri nella usa mente,
  • nel suo corpo, nell'ambiente,
  • al quale è legato da sottili fili di azione e reazione.
  • FIN QUANDO l'uomo continua a trattenere nella sua mente questi
  • pensieri negativi, verso:
  • le persone che gli sono vicine,
  • le condizioni di vita, il lavoro,
  • le persone amate e la nazione,
  • è lui stesso che, inconsciamente, obbliga le sue energie a creare situazioni negative, che col pensiero attrae e alimenta.
  • Lui solo è responsabile della sua infelicità e dell'infelicità in cui trascina gli altri. E' quindi responsabile di "quel grigiore" che pesa sul mondo e che lui stesso è il primo a condannare.

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SECONDO ASSIOMA FONDAMENTALE up.jpg

Tendiamo ad accettare il mondo così com'è, come lo vediamo, e accettiamo ingenuamente che gli uomini siano così come ce li immaginiamo.
In questo modo ciascuno si costruisce una serie di relazioni immaginarie che si fondano essenzialmente sulla proiezione
(C.G. Jung).

La consapevolezza della nostra vera Essenza è ridotta o impedita dalle dissociazioni e dalle introiezioni.

Il secondo assioma della Logosintesi descrive ciò che accade quando un bimbo non riesce a comprendere l'esperienza dolorosa che sta facendo e, purtroppo, non vi è nessun'altra persona che lo sostenga e lo aiuti a comprendere e superare il brutto momento.

La dissociazione

La dissociazione è un processo di scissione, una frammentazione della consapevolezza globale. Quando un bambino (e talvolta un adulto) non comprende del tutto un evento o prova del dolore, dissocia parti della sua coscienza e memorizza quell'episodio in modo che resta separato dagli altri ricordi. Questo fenomeno prende il nome di dissociazione.

Questi ricordi separati (o dissociati) in cui vengono raccolte le esperienze dolorose e/o incomprensibili, possono essere immagazzinate nella mente o/e nel corpo o/e nello spazio personale.

Nel bambino piccolo, il processo che conduce alla dissociazione, viene rafforzato se nell'ambiente non è presente nessuna figura di riferimento che lo aiuti a comprendere ciò che sta sperimentando. In questo modo si possono creare dei ricordi dissociati da situazioni che contengono:

  • esperienze corporee dolorose
  • sofferenza per motivi psicologici (abbandono, paura, ecc.),
  • pensieri molto brutti,
  • fantasie o convinzioni che inducono al terrore,
  • un ostile comportamento altrui,
  • una forte emozione, ad es: rabbia, paura, tristezza, dolore, senso di colpa, disgusto, disprezzo, vergogna.

L'introiezione o imprint

Come abbiamo visto, quando i bambini (talvolta anche gli adulti), vivono una situazione difficile, memorizzano quel ricordo utilizzando un fammento del Sé originario. In effetti si viene a creare un vero e proprio filmino che può essere immaginato come una bolla di energia che rimane accanto o dentro il corpo del soggetto. Ovviamente, siccome si tratta di un ricordo, in detta bolla (detta "dissociazione") vi saranno tutte le percezioni provate in quel momento (dolore fisico, sofferenza, colori, parole, odori, ecc.). Siccome questi elementi sono stati "proiettati" nella bolla/ricordo il loro insieme viene chiamato introiezione.

Questo ricordo sembra scomparso dalla nostra coscienza, ma può essere riattivato se le condizioni esterne o interne si avvicinano a quelle originali, e far afffiorare nel soggetto i dolori, le emozioni e le decisioni fatte tanti anni prima. Sembrerà impossibile, ma una decisione presa a 4 anni, può, dal profondo, suggerire un modello di comportamento che si potrà ripetere tante volte nel corso della vita.

Per spiegare come avvenga questo fenomeno, supponiamo che un bimbo si trovi a vivere un episodio con contenuto di dolore oppure al di fuori della sua comprensione, e non vi sia nessuno che lo aiuti a comprendere e superare questo brutto momento. In queste condizioni egli dissocerà parte della sua coscienza e la memorizzazione dell'episodio verrà posto nella zona della memoria che il cervello, nel normale stato di veglia, non è in grado di vedere.

Perché un bambino potrebbe trovarsi in una condizione in cui gli è incomprensibile ciò che gli accade?. È facile rispondere, perché nei primi sei anni di vita il bambino vive in una mondo che è essenzialmente emozionale. È un mondo fluttuante, un mondo di movimenti e sensazioni. Pertanto il modo in cui il bimbo si muoverà in questo mondo sarà principalmente reattivo, in quanto, considerato che certe azioni gli causano piacere, le ripeterà istintivamente, mentre cercherà di evitare quelle che gli causano dolore.

Vediamo, come esempio. un papà che urla con la mamma, oppure il fatto che qualcosa che ha fatto cadere dal tavolo si sia rotto. In questi casi, siccome non ha ancora sviluppato la capacità di ragionamento logico e razionale si trova, per così sperduto, ed avrebbe estremamente bisogno di qualcuno che lo aiuti a superare questo brutto momento. Nel secondo caso, ad es. sarebbe l'ideale che uno dei genitori gli spiegasse con calma amorevole, che purtroppo vi sono degli oggetti che si rompono qualora cadono bruscamente. Se i genitori agiscono in questo modo il bimbo avrà modo di affrontare la vita ben equipaggiato contro le varie contrarietà che dovrà incontrare.

Ricordiamo che le introiezioni più potenti si formano quando l'esperienza di vita accumulata fino a quel momento non è sufficiente per comprendere ciò che sta accadendo. Va anche notato che le introiezioni sono create e mantenute, parte con la propria energia, e parte con quella degli altri.

Ripetizione dei ricordi e riattivazione

Va ricordato che il contenuto delle parti dissociate è sempre presente e può influenzare la nostra vita, le nostre scelte ed i nostri pensieri.

Il fenomeno che prende il nome di "riattivazione" accade ogni volta che il subconscio interpreta, nell'ambiente circostante, degli elementi che lo portano a pensare che la situazione sia simile a quella di un brutto episodio del passato. Esso forza perciò il contenuto (dolore compreso) presente nell'episodio (introiezione) sull'organismo nell'intento di farlo fuggire dal pericolo attuale.

Accade perciò che una persona che a quattro anni è stata picchiata in una camera gialla, arrivato a cinquant'anni, se dovesse entrare in una camera gialla, si sentirà a disagio e cercherà in tutti i modi di trovare una scusa per poterne uscire.

Nell'animale tutto questo è molto saggio perché provoca gli stessi dolori (seppur ridotti in intensità) che egli ha recepito al momento della introiezione (registrazione dell'episodio) e questo lo spinge a fuggire da quel luogo, o quella persona, e perciò a sopravvivere.

Nell'uomo, a causa della parola, l'episodio riattivato ripropone alla mente pure i messaggi in esso contenuti. Questi hanno l'effetto di comandi e portano all'insorgere di quasi tutti i comportamenti in cui la risposta alle circostanze è chiaramente inadeguata.

L'evento che viene riattivato può risalire all'infanzia, appartenere all'età adulta o essere di una vita passata. Questa reazione viene attivata quando la persona è stanca o malata e si verifica un evento simile a quello accaduto nel passato. Le reazioni che possono scaturire da un ricordo riattivato possono essere di diverso tipo, ovvero:

  • disarmonie legate al pensiero e alla riflessione,
  • disturbi comportamentali,
  • dolori fisici o malesseri (mal di testa, mal di schiena, ecc.),
  • emozione (paura, angoscia, agitazione, terrore, ansia, ecc.).

Può anche accadere che uno o più episodi siano 'costantemente riattivati' perché le persone, o gli oggetti circostanti, continuano a richiamare degli elementi similari a quelli contenuti nell'episodio originale. Più sono gli elementi similari e più e la forza con cui il subconscio impone il contenuto dell'episodio alla persona stessa.

Anche se non ne siamo consapevoli, buona parte delle nostre scelte, pensieri ed azioni, trova la sua origine proprio nei ricordi che non sono accessibili dalla nostra coscienza di veglia e che le varie vicissitudini della vita sono in grado di riattivare.

Le introiezioni nei bambini

Le introiezioni più importanti vengono formate nell'infanzia da parte dei nostri genitori. Con le loro parole e comportamento noi memorizziamo i nostri ricordi "buoni" e, purtroppo, anche le introiezioni dovute ai "brutti momenti". Queste possono generarsi anche a causa di: con:

  • addetti a far rispettare la Legge,
  • operatori sanitari, in special modo i medici
  • animali, siano essi domestici o selvatici,
  • catastrofi (terremoti, inondazioni, incendi, ecc.).
  • educatori,
  • genitori o parenti vari,
  • momenti drammatici, ad esempio un abbandono anche se temporaneo.

Le introiezioni negli adulti

Le introiezioni di questo tipo si formano a causa di eventi particolarmente gravi, ad esempio:

  • il licenziamento,
  • il medico che che formula una diagnosi di malattia grave,
  • l'abbandono di una persona amata,
  • Il subire un atto di violenza sessuale,
  • ecc.

Va notato che anche una singola frase può imprimersi in profondità nella nostra memoria, specialmente quelle che sottolineano qualcosa di negativo riguardo alla nostra persona, esempi:

  • "Non ce la farai mai".
  • "Non ho mai conosciuto una persona più stupida di te".
  • "Sei proprio come la zia Mara", dove la zia Mara è tutt'altro che Ok".

Le introiezioni sul o nel corpo

Vediamo un esempio chiarificatore.

Il partecipante di un seminario era stato investito da una macchina e da allora aveva sofferto di un dolore alla gamba destra. Con il seminario era riuscito a eliminare le conseguenze emotive dell'incidente, ma gli era rimasta un'introiezione del paraurti della macchina nella sua gamba. Applicando la Logosintesi, egli riprese la propria energia che era rimasta vincolata all'immagine del paraurti ed allontanò tale energia. Così, improvvisamente, il dolore sparì per non tornare più.

Le introiezioni non si limitano alle persone

Non sono solo le persone a lasciare la loro traccia nel nostro sistema energetico. Tutte le possibili esperienze sensoriali possono creare una introiezione nel o sul corpo o nel nostro spazio personale. Pertanto anche un luogo dove abbiamo vissuto un'esperienza traumatica, con un forte impatto emotivo, è capace di generare una introiezione.

Citiamo, ad esempio, come Willem Lammers (fondatore della Logosintesi) egli scelse, per scrivere un suo libro, una casa di cura centenaria a Tessin, paradiso estivo della Svizzera. Purtroppo l'architettura della casa assomigliava a tal punto alla clinica di montagna di Davos dove aveva lavorato per anni, da creare delle riattivazioni disturbanti. Egli ha perciò dovuto lavorare parecchio per liberarsi da tali introiezioni e dedicarsi al suo impegno.

Talvolta persino certi concetti, le istituzioni ed i loro rappresentanti possono generare delle introiezioni. Citiamo per esempio, i concetti astratti (colpa, peccato, divorzio, libertà, ecc.) ed i messaggi dei media (TV, giornali, Internet, ecc.).

La pubblicità, infatti, cerca di installare delle introiezioni, che verranno attivate quando andiamo a fare la spesa, spingendoci a comperare più facilmente un prodotto piuttosto di un altro.

La perdita di consapevolezza del Sé superiore

L'accumularsi, negli anni, di dissociazioni e introiezioni comporta che la coscienza globale di un individuo non sia più "unica", ma frammentata in tanti episodi che diminuiscoo la possibilità di ricevere direttive dal Sé superiore. Con questi ricordi si forma un mondo solidificato nello spazio e nel tempo: una vera e propria capsula temporale. In questa capsula, il flusso di energia da e verso il Sé superiore viene ostacolato ed egli vivrà la vita in modo automatico, e si interesserà principalmente alle cose del mondo: un'automobile ultimo modello, vestiti eleganti, una casa di lusso, ecc.


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TERZO ASSIOMA FONDAMENTALE up.jpg

Un confratello chiese al patriarca Rufos: "Che cos'è la calma del cuore e qual è la sua utilità?" Il vegliardo rispose:"La calma del cuore è: stare seduti [nell'eremo] con il timore e la cognizione di Dio, tenendo lontano da sé il ricordo delle sofferenze e l'orgoglio.
Una tale calma è la madre di tutte le virtù."
(Evagrius, secondo Daniel Hell).

Parti dissociate e introiezioni sono strutture energetiche solidificate, in uno spazio pluridimensionale.

IL PUNTO DI VISTA DELLA SAPIENZA ANTICA up.jpg

NOTA: questo punto di vista è una nostra elaborazione e non fa parte della Logosintesi tradizionale. Pertanto puoi ometterlo se così preferisci.

Secondo la Saggezza antica vi sono due effetti principali prodotti dall'attività del pensiero:

  1. vengono prodotte delle vibrazioni nel corpo mentale e queste irradiano delle onde nello spazio circostante,
  2. se il pensiero è sufficientemente forte e definito, si viene a creare una struttura energetica, chiamata "forma-pensiero", tanto più potente e resistente, quanto più forte è stato il pensiero che l'ha generata.

L'uomo è un creatore inconscio, perché quando pensa, parla, desidera, soffre, gioisce, ecc., crea delle forme-pensiero (strutture energetiche) nei mondi corrispondenti, cioè nel mondo mentale e nel mondo astrale.

Creazione delle forme-pensiero

Vi sono alcuni principi basilari che stanno alla base della creazione di una forma pensiero:

  • i suoi colori sono determinati dalla qualità del pensiero,
  • la sua forma è creata dalla natura del pensiero,
  • i suoi contorni sono più o meno definiti in relazione alla chiarezza del pensiero,
  • la sua durata nel tempo dipende dalla forza con cui è stata creata e dal numero di volte che il pensiero è stato ripetuto.

Ognuno di noi, nella sua vita quotidiana, produce tre classi di forme pensiero:

  • quelle che, non essendo relazionate a noi stessi, e neppure rivolte ad altre persone, vengono lasciate indietro a marcare il percorso della vostra vita.
  • quelle che, essendo dirette verso una persona, un animale, una pianta, ecc., partono da noi e vanno nella direzione del traguardo stabilito.
  • quelle che, essendo centrate su noi stessi, restano sospese nelle vostre vicinanze e ci seguono sempre e comunque. Esse possono muoversi nel mondo del desiderio per raggiungere un punto dove le vibrazioni sono più congeniali oppure aleggiare intorno a chi le ha generate: idee fisse, pregiudizi e preconcetti fanno parte di questa categoria. Essi non sono altro che forme pensiero cristallizzate che costituiscono una specie di paraocchi tendente ad alterare la realtà delle cose.

Qualità delle forme-pensiero

Vi possono essere delle forme pensiero altamente spirituali ed altre della più bassa materialità, individuali o collettive in relazione al numero delle persone coinvolte nella loro creazione. La loro durata dipende dall'intensità dei pensieri, dei sentimenti, dei desideri ecc. che le hanno create. Ve ne sono perciò di breve durata ed altre che accompagnano l'uomo per tutta la sua vita terrena e talvolta anche in quella dell'aldilà.

Alcune forme-pensiero collettive, come l'amor di patria, credi religiosi o politici, possono durare secoli o millenni, perché sono continuamente ricaricate dai pensieri e dai sentimenti di coloro che hanno accettato tali concetti e li condividono.

La responsabilità nei confronti del nostro pensiero

Se consideriamo come ogni nostro pensiero e sentimento crea una forma-pensiero, la cui vita può essere prolungata per giorni, mesi e persino per anni, apparirà chiaro come in noi e introno a noi vi sia una quantità inimmaginabile di forme pensiero, positive o negative, che influenzano in modo notevole le nostre azioni, i nostri pensieri e la nostra salute.

Da quanto esposto emerge la necessità di giuste informazioni sulla potenza inconscia dell'uomo; un insegnamento che proponga l'igiene del pensiero, dei sentimenti e dei desideri, così come normalmente si insegna l'igiene necessaria al mantenimento della salute del corpo fisico.

Nello stesso modo con cui possiamo avvelenare il corpo fisico, se consumiamo del cibo pericoloso, o purificarlo se ce ne prendiamo buona cura, così è possibile avvelenare o purificare le nostre personalità. coltivando pensieri buoni e luminosi, oppure intrattenendo pensieri tinti di egoismo, rabbia, odio, rancore, desiderio di vendetta, ecc. Questo è il modo con cui il carattere umano si evolve.

IL PUNTO DI VISTA DELLA LOGOSINTESI up.jpg

Secondo la Logosintesi le parti dissociate e le introiezioni non sono solo metafore o concetti psicologici, bensì di strutture energetiche che esistono nello spazio tridimensionale, esse sono, a tutti gli effetti, ciò che la Sapienza Antica definisce "forme di pensiero". La riprova che siano reali ci viene data dal fatto che, talvolta, è persino possibile visualizzarle o percepirle.

Noi costruiamo le parti dissociate e le introiezioni con la nostra energia vitale, e le localizziamo (inconsciamente) sul nostro corpo, nel suo interno o nel nostro spazio personale. Non creiamo queste strutture da soli, anche altre persone possono concorrere alla loro formazione. Di solito si tratta di una combinazione di entrambi i contributi, e i genitori sono i primi nell'elenco di tali contributori!

Lo spazio personale

Viene così definito una parte dello spazio che ci circonda, come se ci appartenesse, in altre parole è quello spazio che definisce il nostri limiti di libertà psichica. Chiudendo gli occhi è possibile percepire i confini del proprio spazio personale, essi si collocano: davanti, dietro, a sinistra, a destra, sopra e sotto.

Nello spazio personale vi posso essere delle dissociazioni (con le relative introiezioni) relative alle persone (o animali) che vivevano con noi nella primissima infanzia, per esempio: madre, padre, amici, ecc. Tali introiezioni possono essere all'interno del nostro corpo, ma possono anche trovarsi nello spazio personale e raramente al di fuori di esso.

Quando riusciamo a liberare il nostro corpo ed il nostro spazio personale da tali strutture, sopraggiungono nella nostra vita la calma del cuore e la serenità.

Il caso di Erik: un dito dissociato

Erik, un appassionato giocatore di pallavolo, si era rotto diverse volte il mignolo della mano sinistra sul campo da gioco. Il dito, in seguito alle numerose fratture, era diventato rigido e immobile. Solo molte settimane dopo che gli fu applicata un'articolazione artificiale, poté muovere il dito a costo di grandi sofferenze.

Lavorando con la Logosintesi apparve evidente che una parte energetica del dito in oggetto si trovava dietro di lui, all'altezza delle spalle. La parte era stata separata dal corpo e si era "solidificata" in quel punto quando la palla, nel fervore del gioco, sfortunatamente colpì il suo mignolo. Quando Erik, con l'aiuto della Logosintesi, riportò l'energia nell'effettivo luogo di appartenenza, il dolore sparì e dopo pochi giorni riuscì a muovere liberamente l'articolazione artificiale. Sei mesi dopo non aveva più alcun problema con quel dito.

Il caso di Carla: una professore introitettato

Questo esempio mostra come le persone introiettate possano occupare una posizione nello spazio.

Durante una seduta Carla mi raccontò della sua paura di fare un esame al midollo cervicale, che si temeva fosse rimasto danneggiato in seguito a un incidente. La paura derivava dal fatto che doveva farsi visitare da un professore che l'aveva trattata in modo scortese e rozzo durante un esame precedente.

Quando Carla descrisse il timore di un nuovo incontro con quel professore, muoveva continuamente la testa verso destra, come se qualcuno alla sua sinistra le stesse parlando con insistenza ad alta voce e lei tentasse di scappare Quando le venne chiesto dove visualizzasse nello spazio l'immagine del professore, Carla fece un movimento in direzione del suo orecchio sinistro e disse che il professore stava inveendo contro di lei da una distanza di circa trenta centimetri.

Nella percezione di Carla, il professore era effettivamente presente a livello energetico ed il suo corpo reagiva direttamente in relazione alla presenza percepita. Quando le venne chiesto di allontanare l'immagine del professore dal suo spazio personale, la paura dell'esame svanì all'istante.

Due principi molti importanti

  • Nello spazio tridimensionale non è detto che la coscienza del nostro Sé si trovi sempre nello stesso posto dove si trova il nostro corpo fisico. È possibile che parte di essa si bloccata in qualche dissociazione/introiezione.
  • Nel nostro spazio personale si possono trovare delle introiezioni con dentro l'immagine di persone oppure oggetti, animali, ecc. Esse, in caso di riattivazione, possono agire sul nostro corpo e/o sul pensiero, come se fossero realmente presenti.

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QUARTO ASSIOMA FONDAMENTALE up.jpg

Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare.
Così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata
(Isaia 55-10:11)

Le parole e le frasi hanno un effetto attivo e creativo, oltre ad avere un significato emotivo e semantico.

Il quarto assioma della Logosintesi è il meno diretto. Molte persone manifestano un'estrema difficoltà nel capirlo e nell'accettarlo, poiché il nostro modo di pensare collega le parole a fatti, persone, oggetti o animali, ma non viene mai considerato il potere proprio del pensiero e della "Parola parlata".

Il fatto che il pensiero possano avere un effetto che vada oltre la formulazione di pensieri ed idee, è qualcosa di nuovo e inconcepibile. Qui sta proprio la grande differenza tra la Logosintesi e le altre metodologie di cambiamento e di sviluppo spirituale: l'effetto della Logosintesi dipende direttamente dal potere creativo della parola, senza che sia necessario a tale scopo che la persona si concentri con il suo pensiero.

Le parole creano

Le parole e le frasi hanno un ruolo attivo, un potere di manifestazione che va al di là del loro contenuto. Esse focalizzano l'intenzione e la volontà di creare di chi le pronuncia. Nelle tradizioni spirituali e religiose, la parola di Dio ha il potere creativo con cui si manifesta la Creazione. Nell'Antico Testamento, libro della Genesi (1,3), troviamo: "E Dio disse: 'Sia la luce', e la luce fu".

Nel corpo delle tradizioni, il potere di manifestazione delle parole non si limita alle divinità, troviamo infatti il loro uso nelle maledizioni, nelle benedizioni, nei suggerimenti, nelle suggestioni ipnotiche e nel training autogeno

Parole e Logosynthesis

Logosynthesis è esplicitamente basata sul potere delle parole:

  • per recuperare la propria energia dalle parti dissociate e rimetterla nel giusto posto,
  • per rimuovere l'energia dalle introiezioni disturbanti e disporne nel modo migliore.

I DECRETI up.jpg

Tratto da: "The science of the spoken word", by Mark and Elisabeth Prophet, sito Internet: www.summitlighthouse.org

Un decreto è una affermazione che viene fatta a voce abbastanza alta da essere udita da chi lo emette, è la forma più potente tra tutte quelle conosciute per rivolgersi a Dio. È un comando che un figlio o figlia di Dio emette nel nome del suo Sé superiore, affinché il volere del Padre si manifesti sulla Terra così come si manifesta nei Cieli. È il mezzo con cui il regno di Dio diviene una realtà, qui ed ora, tramite il potere della "Parola parlata".

Un decreto può essere lungo o corto, di solito inizia con un preambolo e termina con un'affermazione. Questi due brani presi dai Salmi ben illustrano la potenza del decreto: Egli mi chiamerà ed io gli risponderò (Salmo 91:15). Essi chiamarono il Signore ed Egli rispose alla loro chiamata (Salmo 99:6).

Ogni volta che pronunciamo un'affermazione, firmiamo un decreto che farà apparire qualcosa in noi o nel mondo esterno. Gesù stesso sottolineò l'importanza di un giusto parlare e disse due cose che nessuno ha mai considerato nella loro importanza. Una di esse è: Poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato (Mat. 12:37), intendendo non tanto il giudizio degli altri ma la legge che considera la Parola parlata come una grande potenza creativa.

Il secondo riferimento è: Non è quello che entra dalla bocca che contamina l'uomo, ma quello che ne esce; perché tutto quello che esce dalla sua bocca procede dal cuore (Mat. 15:11). Dove con "cuore" intendeva la sede delle emozioni e delle passioni.

Il Maestro insegnava le importanti leggi della Metafisica, i suoi ascoltatori, però, non erano sufficientemente maturi per comprenderlo. Questo è il motivo per cui in varie situazioni precisò di avere ancora molte cose da dire che non sarebbero state comprese, precisò anche: Chi ha orecchie per intendere intenda (Luca 8:8).

Bisognerebbe porre attenzione ai vari decreti che si emettono durante una giornata. Ne proponiamo qualcuno per farvi capire che cosa intendiamo: Gli affari vanno malissimo - Le cose stanno andando molto male - La gioventù è persa - Il traffico è impossibile - Il Governo è ladro - Non troverò mai un lavoro - Il mondo è una giungla - Non lasciare l'automobile in strada perché te la ruberanno - Gli imbroglioni si incontrano dappertutto - Ho paura di uscire - Stai attento che ti farai investire - Va a finire che lo rompi - Sono proprio sfortunato - Non posso mangiarlo, sono sicuro che mi farà male - Io ho una pessima memoria - Soffro sovente di una terribile emicrania - Ho una malattia inguaribile - Questa è davvero una disgrazia - Stammi lontano che mi attacchi il raffreddore.

Se analizziamo questi decreti, ed abbiamo compreso quanto grande sia la loro potenza, allora le cose spiacevoli non ci sorprenderanno più; esse non sono altro che il risultato di un decreto che abbiamo emesso in precedenza. Avete dato un ordine ed è stato eseguito. Ora ricordatevi, e non dimenticatevelo mai, che ogni parola pronunciata può essere un decreto positivo o negativo. Se è positivo si manifesterà con cose belle e piacevoli, se è negativo si manifesterà con cose brutte e dispiaceri. Ricordatevi anche che quando affermate qualcosa di negativo contro qualcuno (ovvero emettete un decreto), è come voi steste condannando voi stessi: ritornerà indietro. Se invece affermate cose buone e positive allora arriveranno a voi la bontà e la comprensione dagli altri.

Quando vi succede qualcosa di spiacevole, di negativo, abbiate la sincerità e l'umiltà di esaminarvi con calma e scoprirete che con il pensiero o la parola avete seminato ciò che ora state raccogliendo. Se vi ritrovate a dire qualcosa di negativo, per esempio, il Governo è ladro o un commento su una persona, dovete immediatamente ripromettervi di non farlo mai più. Se vi ritrovate a dire, il Governo è ladro, affermate immediatamente il contrario, ovvero: Non è vero che il Governo è ladro, i politici sono figli di Dio e la saggezza divina rende le loro azioni oneste e sincere.

Dopo poco tempo che userete questa pratica, noterete che vi esprimerete in un altro modo, che il vostro modo di pensare sarà notevolmente cambiato. Voi e la vostro vita sarete trasformati attraverso il rinnovamento della mente. Allora, quando vi capiterà di trovarvi con altre persone, vi renderete perfettamente conto delle potenza loro convinzioni e dei loro decreti, perché ne vedrete il riflesso in tutto ciò che accade nella loro vita.

Qualora vi dovesse capitare di ascoltare le miserie di un ammalato o qualcuno vi fa un discorso negativo, non confermate mai a voce alta ciò che loro dicono, affermate invece mentalmente: Non è vero che sei ammalato, tu sei un essere spirituale creato ad immagine somiglianza di Dio. Nel nome della divina presenza in me, io affermo che tu sei sano e perfetto!. In questo modo proclamerete la perfezione di Dio in lui, l'onnipotenza di Dio capace di superare tutti gli ostacoli e sistemare ogni tipo di problema.

Comprendere la potenza dei decreti

Ogni cosa che fai considera che è Dio che la sta facendo tramite di te (Col. 3:23).

Il potere dei decreti o Parole di potere nasce dal fatto che li pronunciamo nel Nome della presenza di Dio in noi, ciò vuol dire che è Dio stesso a pronunciarle attraverso di noi! Quando Mosè ricevette da Dio le tavole della Legge gli chiese: "Dimmi il tuo nome, così potrò dire al mio popolo chi me le ha date", e Dio rispose "Digli che te le ha data l'Io Sono. Perciò, quando desideriamo emettere un decreto lo dovremo fare nel nome della Io Sono presenza in noi, detta anche Sé superiore.


I SISTEMI DI CREDENZE O CONVINZIONI up.jpg

Le convinzioni contengono mondi solidificati ed è utile neutralizzarle con la Logosintesi, dopodiché orientarsi nuovamente tenendo occhi e orecchie bene aperti.

Convinzione - Credenza: l'accettare, da parte della mente, che una cosa è vera, reale e che spesso è sostenuta da un senso spirituale o emozionale di certezza.

La scienza moderna sta raggiungendo l'Era dell'illuminazione. Le nuove strade di pensiero sono entusiasmanti, e la vecchia percezione di separazione tra corpo e mente sta svanendo. La consapevolezza che le emozioni, le sensazioni ed il potere del pensiero hanno un impatto diretto sulla salute fisica è entrata a far parte della concezione comune.

Le ricerche che studiano la comunicazione molecolare tra la mente ed il corpo hanno mostrato lo sviluppo della psiconeuroimmunologia, che riguarda principalmente la scienza neuronale del sistema nervoso centrale, di quello neuroendocrino, dell'immunitario e le loro interconnessioni.

Il sistema nervoso centrale è un'enorme collezione di connessioni in tutto il corpo, che incorporano il sistema simpatico e quello parasimpatico. Esso permette al cervello di mandare informazioni a tutto l'organismo, usando componenti chimici chiamati "sostanze informative". Una volta si pensava che il cervello mandasse queste sostanze informative per rispondere ai problemi del corpo, e che la comunicazione fosse a senso unico. In seguito si è scoperto che il sistema nervoso centrale controlla i meccanismi di difesa del corpo e quindi presupporre tranquillamente che "ogni pensiero, ogni emozione, ogni idea e ogni convinzione hanno una conseguenza neurochimica".

Mente subconscia e convinzioni

Se credi di farcela oppure di non farcela:
in ogni caso hai sempre ragione!
(Henry Ford).

La mente conscia può essere paragonata ad un computer, è ciò che decide giornalmente il nostro comportamento. Essa invia al subconscio le istruzioni per eseguire determinati compiti, osserva come essi vengono elaborati e quindi decide cos'altro sia necessario fare. Si pensa che una qualità del conscio è quella di poter decidere logicamente tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, ma non si considera il fatto che tale decisione viene comunque presa in conformità alle nostre convinzioni!

La parte cosciente rappresenta soltanto una minima parte della nostra mente, e ciò che essa percepisce come convinzione, non è esattamente quello in cui il nostro subconscio crede. Potremmo credere, ad esempio, di essere liberi da ogni credenza liminatente nei confronti del denaro, e vivere poveramente, proprio per una convinzione limitante del tipo "Non abbiamo soldi a sufficienza per vivere", ripetuta dalla madre mentre eravamo nella tenera infanzia.

La ragione per cui alcuni terapeuti hanno difficoltà a cambiare le convinzioni dei loro clienti, è perché non sanno come accedere alla loro mente subconscia. Riuscire a cambiare le convinzioni significa cambiare il comportamento, sia esso fisico, mentale o spirituale.

Le convinzioni basilari

Nella psicologia energetica, Fred Gallo identificò una serie di convinzioni negative in grado di rendere difficoltosi gli sforzi fatti per ottenere il cambiamento desiderato, esse riguardano:

  • Denaro (Non ho i soldi per...)
  • Diritto (Non ho il diritto di...)
  • Guadagno (Non ci guadagno nulla se...)
  • Identità (Questo problema è parte di me...)
  • Merito (Io non merito di cambiare...)
  • Perdita (Se..., ci perdo qualcosa...)
  • Possibilità (Io non posso...)
  • Rischio (Ho paura che...)
  • Tempo (Non ho tempo per...)
  • Volontà (Non ho voglia di...)

Convinzioni e sintomi del corpo

Può capitare che degli stati fisici dipendano da decisioni e convinzioni che abbiamo fatto nostre nei primi anni e nel corso della vita. Sono dovute ai messaggi ricevuti da altre persone e perciò sono paragonabili, a tutti gli effetti, ad "oggetti che abbiamo introiettato". Questo accade perché, purtroppo, tendiamo ad accettare per valida la parole di medici, genitori, famigliari e amici... i quali non sempre sono in grado di offrirci delle valide soluzioni. Ecco alcuni esempi:

  • Il cancro è incurabile.
  • È una questione di DNA.
  • L'asma è ereditaria.
  • Potrebbe darsi che siate sotto l'effetto di una maledizione generazionale.

Con l'aiuto della Logosintesi dobbiamo cercare di neutralizzare tutte le convinzioni che mettono in dubbio il fatto che la malattia possa guarire e il malato possa migliorare.

La vergogna

Come per altri stati d'animo, per neutralizzare la vergogna, bisogna eliminare le convinzioni che la fanno manifestare. Per poterlo fare bisogna cercare tra i ricordi quante volte, e in quali occasioni, qualcuno ci ha punito o smascherato davanti ad altri facendoci letteralmente "morire dalla vergogna". Quindi, con la Logosintesi, possiamor neutralizzare questi ricordi (introiezioni), ricordando di eliminare anche l'energia delle persone presenti.

A tal scopo si può aiutare il cliente a trovare la collocazione dell'imagine delle persone punitive nello spazio personale. "Dove si trovano?: davanti, dietro, a sinistra, a destra?", "Quanto distano?".

Può anche essere utile cercare di far affiorare altri elementi, ad esempio: "Quanto sono grandi?", "Cosa dicono?", "Qual è l'espressione del loro viso?".

Trovare le convinzioni

Come già detto le convinzioni disturbanti giacciono nella profondità del subconscio, ed è necessario un lavoro da detective per scoprirle. Si può iniziare chiedendosi: Ammettiamo che questo problema sia nato a causa di una cosa di cui sono sicuro, quale sarebbe questa certezza?

Vi sono delle convinzioni negative che, qualora non eliminate, possono danneggiare la propria autostima ed eventualmente anche la carriera, esse sono:

  • Io non combinerò mai nulla di buono nella vita.
  • Io non sarò mai come quelli che vincono.
  • Ritengo che Dio sia molto ingiusto con me.
  • La sfortuna mi perseguita.
  • Ecc.

Bibliografia:

  • Willem Lammers, Logosintesi, scopri il potere di guarigione energetica della parola.
    Edizioni MyLife.it - Via Garibaldi 77 - 47853 Coriano RN
    Info@edizionimylife.it   www.edizionimylife.it
    Per tua comodità, puoi comperare questo libro nella libreria online "Il Giardino dei libri", cliccando qui.
  • Willem Lammers, Logosynthesis - Change through the Magic of Words.
    Di Willem Lammers, IAS Publications (info@iasag.ch   www.iasag.ch/index.php?id=332).
  • Willem Lammers, Phrases to Freedom – Self-Coaching with Logosynthesis.
    Di Willem Lammers, IAS Publications (info@iasag.ch   www.iasag.ch/index.php?id=480).
    Attenzione. Questo libro è stato tradotto in lingua italiana e viene venduto con titolo Logosintesi, scopri il potere di guarigione energetica della parola (vedi sopra).
  • Annie Besant - Charles W. Leadbeater, Le Forme Pensiero.
    Per tua comodità, puoi comperare questo libro nella libreria online "Il Giardino dei libri", cliccando qui.











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